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STUDIO DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA - Dott. Renato Montemurro
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Via Achille Bruni, 17, 76121 Barletta

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PSICOTERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE.

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ANCHE ON-LINE {T.C.C., Psicoterapia Dinamica Breve, Training Autogeno,T.A.S., Biofeedback.}

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LAVORARE CON LA COPPIA NEL NOSTRO STUDIO

Lavorare con la coppia nel nostro studio

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Previeni o affronta  

la crisi di coppia

IL RUOLO DEI “NEURONI SPECCHIO” NELL’APPRENDIMENTO E NELL'INSEGNAMENTO. IMPARARE GUARDANDO. 

Un aiuto nelle relazioni familiari

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Un aiuto attento ed efficace per migliorare la tua relazione di coppia e familiare. Aiutiamo coppie, genitori, figli, persone separate e persone vedove.

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Gli istruttori esperti sanno bene che una buona dimostrazione è il mezzo più efficace per favorire l’apprendimento. La naturalezza dell’apprendimento per imitazione non ha riscontro in nessun altra forma di apprendimento: tutto avviene apparentemente con la massima facilità; in genere l’insegnante si limita a dimostrare l’azione motoria e l’allievo la riproduce (anche se in forma grossolana). L’abitudine, abbastanza diffusa, di proporre un nuovo gesto partendo da descrizioni verbali approfondite spesso confonde gli allievi, incapaci di trasformare le informazioni verbali in rappresentazioni mentali e quindi nelle corrispondenti azioni motorie. La facilità con cui può essere realizzato l’apprendimento motorio sfruttando il meccanismo dell’imitazione trova una giustificazione biologica nell’esistenza di una particolare struttura della corteccia cerebrale: i neuroni specchio ("mirror neurons"). L’abilità nell’imitare i gesti altrui dipende infatti in gran parte da questo speciale gruppo di cellule nervose scoperte da un gruppo di ricercatori italiani dell’Università di Parma (Rizzolatti e Gallese) alla fine del secolo scorso, anni 80, primi anni 90: prima nella scimmia e poi nell’uomo. Si trovano nell’area premotoria (corteccia motoria associativa) ed hanno la proprietà di attivarsi in varie circostanze: un attimo prima che un soggetto esegua un’azione finalizzata, ma anche quando “si concentra intensamente” sull’esecuzione di un’azione ben conosciuta senza poi effettuarla, ed infine quando osserva un'altra persona compiere quella stessa azione.

 Serie di incontri a Barletta e Matera

Proponiamo una serie di incontri a Barletta e Matera per prevenire o superare situazioni difficili nella relazione di coppia.

Da una ferita, una spaccatura, un'incrinatura,  una crepa, quindi da qualcosa di imperfetto, può scaturire qualcosa di buono...

        AIUTO ALLE COPPIE 
 

COPPIA

Molti immaginano la vita di coppia come se fosse una favola in cui l’unico scopo è essere per sempre felici e realizzati. Ma ogni membro della coppia ha caratteristiche di personalità differenti che derivano dalle esperienze vissute nella propria famiglia di origine. Queste stesse esperienze influenzano la scelta del partner contribuendo in questo modo a scrivere la storia della relazione.

L’adolescenza è un periodo della vita in cui ogni essere umano sente il bisogno di entrare a far parte del mondo degli adulti, ma nello stesso tempo è ancora forte la dipendenza nei confronti delle proprie figure di attaccamento. I genitori hanno il compito di sostenere i figli e aiutarli sia a ricercare la propria identità sia a svincolarsi dalla famiglia di origine. Ed è proprio in questa fase del ciclo di vita che avviene il passaggio dal mondo adolescenziale alla società degli adulti. In questo periodo l’individuo è in grado di stabilizzare la propria condizione sociale e scegliere, quindi, il proprio partner. Ma cosa succede se l’adolescente nel periodo dello svincolo non ha instaurato dei profondi legami extrafamiliari? È molto probabile che la permanenza nella propria casa duri molto a lungo in quanto non è stato preparato ad una vita autonoma. In questo tipo di situazione la scelta di un eventuale partner può spettare di diritto ai genitori o per essere più precisi le famiglie della coppia sentono di avere il diritto di decidere per il proprio figlio.
In ogni modo tutte le coppie appena formate accettano un “contratto”  teorico, costituito da un insieme di norme esplicite (come la sessualità) e da leggi inconsapevoli in riferimento all’area affettiva.
Ognuno dei partner ha l’illusione che l’altro abbia la facoltà di appagare i desideri e le aspettative dell’uomo/donna ideale. Più precisamente, l’altro si presenta come colui in grado di soddisfare pienamente le aspettative della propria compagna/o convincendo quest’ultima/o che egli è l’unico/a capace di rispondere alle sue esigenze. Essendo, quindi unico, egli può anche possedere un forte potere: può avere la capacità di influenzarci, dominarci e trovare soluzioni a problemi mai risolti. 
Ma come nasce la coppia?
 
I primi tempi tutte le coppie vivono un periodo di “luna di miele” che a lungo andare conduce verso una sensazione di oppressione-soffocamento. Ed è proprio in questo momento che cominciano ad emergere delle divergenze. La fase di fusione viene sostituita dalla consapevolezza che ogni componente della coppia ha una personalità diversa e proviene da un ambiente sociale differente. Reazioni, atteggiamenti e comportamenti possono, quindi, provocare grandi delusioni.
 Il sapersi coinvolgere in una relazione di coppia dipende, quindi, dalla maturità dei partner. Questa maturità nasce da una sana interdipendenza tra processi di attaccamento e di autonomia. L’esser consapevoli di poter soddisfare i propri bisogni di intimità e contemporaneamente i propri bisogni di autonomia, conduce la coppia a gettare delle solide fondamenta alla loro relazione. Riuscire nella diversità a superare insieme i possibili problemi

Psicologia della coppia, della genitorialità. Psicologia della maternità e del parto

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PSICOLOGIA DELLA COPPIA. DELLA GENITORIALITA'. 

PSICOLOGIA DELLA MATERNITA' E DEL PARTO.  

SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER L'APPRENDIMENTO DI STRATEGIE PER AFFRONTARE LA MATERNITA' E IL PARTO. SUPPORTO PSICOLOGICO POST-PARTO.

MODALITA': IN GRUPPO O SINGOLARMENTE.

IL CORSO E' ANCHE INDICATO PER QUELLE DONNE CHE PRIMA DELLA GRAVIDANZA  PRENDEVANO PSICOFARMACI.

N.B. – Per le gestanti si consiglia di iniziare il corso al massimo intorno al VI-VII mese di gravidanza.

IL TA (Training Autogeno) per la coppia 

Apprendere il Training Autogeno in coppia con il proprio partner rappresenta un'esperienza da condividere, all'interno di una esperienza di attesa reciproca. 

Per le coppie che stanno vivendo l'esperienza della gravidanza, gli esercizi di rilassamento del Training Autogeno rappresentano un utile supporto per elaborare, condividere ed accogliere la nascita di un figlio/a e i cambiamenti che inevitabilmente questa esperienza determinerà all'interno della coppia.   

PER I COSTI CONSULTARE IL TARIFFARIO ORDINARIO.

Per la loro attivazione, addirittura, può essere sufficiente l’ascolto di un suono associabile direttamente ad essa (ad esempio, il racconto dettagliato di un particolare gesto sportivo).

PER LE GIOVANI COPPIE O PER CHI E' IN DIFFICOLTA' ECONOMICA, CONSULTARE IL TARIFFARIO A COSTI CONTENUTI

Per la Coppia.

Durante l’osservazione di un gesto, grazie all’attività dei neuroni specchio, all’interno della nostra mente viene reso operante un processo di simulazione che ci proietta nella mente delle altre persone e ce ne rivela i contenuti motori; in pratica, mentre li osserviamo, riusciamo a comprendere i gesti degli altri replicandoli nella nostra mente; essi costituiscono la base genetica dei movimenti imitativi. Per comprendere e ripetere le azioni compiute dagli altri, dunque, non occorrono strumenti cognitivi complessi: è sufficiente confrontare l’atto osservato con quelli già codificati nella nostra corteccia motoria. La visione di un nuovo gesto “accende” ed attiva nella nostra mente un programma motorio simile a quello analizzato; un programma che, con la visione, viene selezionato, modificato e fatto “girare” nella nostra corteccia motoria nella sua nuova forma (quella che stiamo osservando): si ha in pratica una vera e propria coesecuzione. Questa connessione tra i due cervelli può avvenire, però, solamente se il gesto osservato ha un omologo nella nostra mente: cioè se, nel patrimonio di azioni motorie che fin dalla nascita abbiamo accumulato, è presente un atto abbastanza simile a quello considerato. Non possono essere imitati movimenti sconosciuti, o dei quali non si comprenda il significato, oppure così complessi, o difficili, da non poter essere “connessi” alle attuali competenze di chi apprende.

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Alcuni motivi della crisi della coppia   

          Aiuto alla coppia in crisi


La crisi della coppia non nasce all’improvviso, sicuramente ci sono stati segnali che l’hanno preceduta ai quali non è stata data la giusta importanza. Non si è voluto “vedere” che qualcosa nella coppia non funzionava e così si sono accumulate incomprensioni e fraintendimenti generando delusioni e sofferenza emotiva. Quindi per crisi della coppia, in questo caso, ci si riferisce ad una situazione ai limiti della “rottura” che può finire in una separazione, oppure diventare l'opportunità di crescita, cambiamento e rinnovamento, se il conflitto e il litigio vengono vissuti come un confronto tra i due componenti e non come un’incomprensione immodificabile. AIUTO ALLA COPPIA IN CRISI. L’aiuto alla coppia in crisi non lo può dare certamente l’amico di famiglia o un parente, perché possono dare solo consigli che non affrontano il problema non essendo degli esperti, oppure possono essere di parte complicando di più le cose. Quando la coppia ha il problema che non può avere figli certamente non si rivolge agli amici o parenti ma cerca l’aiuto di un ginecologo. La stessa cosa deve essere fatta per la crisi di coppia, chiedere aiuto ad un esperto. E' importante sapere che una soluzione al problema c'è e prima di qualsiasi decisione, si dovrebbe fare qualcosa. Alcune modalità tecniche di intervento nella crisi della coppia: Mediazione Familiare, Consulenza Matrimoniale, Psicoterapia di Coppia, Psicoterapia Individuale. Al di là delle varie tecniche terapeutiche, l'intervento dell'esperto si focalizza principalmente sulla coppia ma se non fosse possibile, si può prima intervenire sulla singola persona che ne fa parte. E’ importante non avere pregiudizi o pensare che la crisi sia irrisolvibile, inizialmente è necessario permettere alla persona come singolo e componente di una coppia di chiarire i problemi reali che sono alla base del conflitto. L’esperto deve essere orientato verso la coppia per ristabilire la comunicazione nella relazione, il suo compito non è di trovare colpe ma di aiutare a capire le vere cause della crisi. Il professionista dopo un’attenta valutazione, fa emergere i veri problemi e li analizza insieme a loro, in tal modo la crisi si può tramutare in un’occasione di crescita personale. Il lovoro terapeutico deve tendere a ritrovare la complicità e l’intesa della coppia, di vivere e discutere le esperienze in modo più maturo e senza pregiudizi.  Anche nel peggiore dei casi, come una separazione, l’aiuto di un esperto diventa altrettanto importante perchè sarà rivolto a sostenere la persona nella risoluzione e nell'elaborazione della "crisi d'abbandono" con minore danno per tutti. 

MAMMA NON MAMMA "

 PSICOTERAPIA INDIVIDUALE 

INCONTRI PER LA COPPIA E PER GENITORI SEPARATI

 Gli incontri sono tenuti dal Dott. Renato Montemurro, presso gli  studi: seduta individuale e di coppia in Via Achille Bruni, 17 Barletta, Via L. Protospata,48 Matera           

Ogni nuovo gesto proposto dall’insegnante/istruttore/allenatore deve  fare riferimento a schemi di movimento già detenuti dall’allievo: “conoscere significa riconoscere”; egli non può imparare niente che, almeno in parte, non sia già nella sua disponibilità. I neuroni specchio, infatti, ci offrono una rappresentazione interna di ciò che andiamo osservando solamente se possono collegarla con un’azione simile che si trova già nella nostra memoria.

Sedute di Gruppo: Via Achille Bruni, 17 Barletta.

 Il gruppo per genitori separati è: una proposta offerta al singolo genitore che vive o abbia vissuto l’esperienza della separazione o del divorzio; poter discutere e confrontarsi su argomenti concreti con altri genitori che vivono la sua stesa esperienza; un gruppo dove incontrarsi anche per sostenersi nelle difficoltà della cura dei figli; uno spazio per pensare al futuro ed uscire dall’ isolamento; un’occasione di incontro che sostiene la prospettiva della nuova esperienza che si vive.

Com’è organizzato il gruppo:

12 incontri a cadenza settimanale in orario preserale; prima è necessario un colloquio individuale tra il genitore e il professionista che tienne il corso, competente nell’ambito della “psicologia delle relazioni familiari” e “delle problematiche della famiglia”

Si possono richiedere colloqui individuali di orientamento anche per nonni, insegnanti, nuovi partners ecc. 

NON POSSO VIVERE NE' CON TE..NE' SENZA DI TE

Sedute individuali, di coppia, di gruppo rivolto a uomini e donne, si affronteranno i temi della scelta del/della partner e della separazione, della dipendenza affettiva, della autonomia della coppia, della gelosia e del tradimento. Gli argomenti verranno trattati dal punto di vista dell' individuo e della coppia per il benessere della relazione.

Essi, come uno specchio, replicano nella mente le azioni osservate negli altri; rappresentano quindi un sistema che rende possibile la riproduzione e l’analisi interna di ciò che viene esaminato attentamente. Si attivano con l’osservazione evocando “l’immagine del movimento”, una rappresentazione mentale dell’azione che può trasformarsi in azione, ma anche prescindere da una successiva esecuzione. A riprova di quanto affermato, studi sofisticati hanno evidenziato che l’attenta osservazione di un gesto (del quale si comprenda il significato) non si limita a richiamare l’immagine visiva di un movimento; essa produce anche un’intensificazione dei potenziali evocati motori (PEM) registrati in quei muscoli che vengono coinvolti nell’esecuzione reale. Questo aumento di potenziale nelle strutture muscolari indica l’attivazione delle aree corticali responsabili della trasmissione dell’impulso nervoso. In pratica i muscoli vengono a trovarsi in una condizione di eccitazione simile a quella generata dal movimento reale: qualitativamente identica, ma di intensità molto minore, quindi insufficiente a produrre il movimento.

Gli incontri sono particolarmente indicati per tutte le donne e gli uomini che hanno la sensazione di vivere una relazione di coppia particolarmente sbilanciata, che è difficile da cambiare e dalla quale sembra difficoltoso uscire.

PER LA FAMIGLIA:  Famiglie con bambini, preadolescenti e adolescenti con problematiche emotive scolastiche e/o comportamentali. Psicoterapia Familiare o individuale. 

DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

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Alimentazione.

 DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE. LE FORME CORPOREE , IL PESO E L’ALIMENTAZIONE VENGONO INDICATI COME FATTORI DI RIFERIMENTO PER LA NOSTRA AUTOVALUTAZIONE E LA NOSTRA AUTOSTIMA. NELL’AMBITO DI QUESTO CONTESTO SI INSERISCONO I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA). I DCA INDICANO UNA SERIE DI DISTURBI QUALI ANORESSIA, BULIMIA, DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BED) E ALIMENTAZIONE EMOTIVA , CARATTERIZZATI DA: PERDITA O AUMENTO ECCESSIVI DI PESO; ABBUFFATE; COMPORTAMENTO DI COMPENSO (VOMITO, USO DI LASSATIVI O DIURETICI, ESERCIZIO FISICO INTENSO); CONTROLLO OSSESSIVO DELLE FORME CORPOREE O EVITAMENTIO DELL’ESPOSIZIONE DEL CORPO; ECCESSIVA IMPORTANZA ATTRIBUITA AD ALIMENTAZIONE, CORPO E PESO.  

AMBITI DI INTERVENTO. IL PERCORSO TERAPEUTICO MIRA A FARE ACQUISIRE UN NUOVO MODO DI RAPPORTARSI AL CIBO, INSIEME AD UNA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA ED ACCETTAZIONE DEL PROPRIO CORPO ATTRAVERSO: PSICOTERAPIA INDIVIDUALE E FAMILIARE; GRUPPI DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE; ATTIVITA’ RIABILITATIVE (MEZZI PER ESPRIMERE LA PROPRIA EMOTIVITA’ QUALI IL DISEGNO, LA  MUSICA ECC.) . TERAPIA DELLO SPECCHIO. IL PERCORSO HA UNA DURATA COMPLESSIVA DI 12 MESI: UNA FASE INTENSIVA (3 MESI); UNA FASE SEMI INTENSIVA (3 MESI); UN PERIODO DI MANTENIMENTO (6 MESI).          

L’allenamento “ideomotorio”

  "OGNUNO VEDE QUEL CHE TU PARI, POCHI SENTONO QUEL CHE TU SEI"  MACCHIAVELLI.

Quando un atleta prima di una gara si concentra sul gesto tecnico (prendiamo l’esempio di un saltatore in alto, o di un ginnasta), si prepara all’atto ripercorrendo mentalmente l’intera azione motoria, attivando cioè le aree cerebrali sede del programma del movimento (quelle che normalmente entrano in funzione durante l’esecuzione) ed inviando degli impulsi ai muscoli che generano microcontrazioni. Egli “sente” l’atto motorio dentro di sé, se lo rappresenta come un vero processo che si svolge nello spazio e nel tempo.

LE CONVINZIONI POSSONO UCCUDERE

PLACEBO; NOCEBO

 Psicologia Contemporanea N° 217

 In un recente articolo apparso sulla rivista inglese New Scientist (Pilcher 2009) si riporta, il caso di un uomo a cui era stato diagnosticato un cancro al fegato allo stadio finale, malattia sempre letale che uccide in tempi molto brevi. La diagnosi comunicata al paziente, era di morte entro sei mesi. Il paziente effettivamente morì entro sei mesi, l’autopsia successiva, però,mostrò che i medici si erano sbagliati e che il cancro era estremamente limitato e ben lontano dall’essere letale. Allora perché il paziente era morto, dato che non era stato trovato nessun altro motivo organico? Nello stesso articolo viene descritto anche un caso avvenuto all’ospedale di Jackson, Mississipi, in cui un uomo sofferente di depressione che stava partecipando ad un trial clinico (ricerca) per valutare l’efficacia di un nuovo farmaco antidepressivo, dopo essere migliorato durante il trattamento, aveva litigato con la fidanzata e in un atto di disperazione aveva ingoiato tutte le pillole che rimanevano per completare il test. Sentendosi molto male, era stato ricoverato in ospedale, dove le sue condizioni erano state considerate critiche a causa di una grave ipotensione. Era stato allora contattato il medico responsabile del trial clinico per capire che cosa il farmaco contenesse di così dannoso. Si era scoperto che appartenendo al gruppo di controllo, il paziente aveva ingoiato solo delle pillole placebo (zucchero), che non avevano alcun ingrediente attivo. Venuto a conoscenza della cosa l’uomo si era sentito subito meglio. Perché, allora, era stato male pur avendo ingoiato solo pillole placebo? Vi sono situazioni aneddotiche in cui individui che sembravano destinati ad una morte certa “decidono” di sopravvivere e ce la fanno. Un noto oncologo raccontava di una donna, ammalata di leucemia allo stadio finale, che un giorno aveva letto che le carote fanno bene alla salute. Da quel momento la sua dieta si era basata in gran parte su carote e la sua pelle aveva acquisito una peculiare tonalità arancione. La cosa più importante è che ,dopo qualche tempo, la forma leucemica di cui era affetta era regredita fino a scomparire. La scienza non si può basare su elementi aneddotici. Occorre dimostrare in maniera empirica e seguendo un metodo scientifico che esiste un legame tra convinzioni e condizioni di salute. Questo si ottiene inducendo in soggetti sperimentali convinzioni non vere e osservando gli eventuali cambiamenti nelle loro condizioni di salute. Vi sono due tipi di effetto: nel caso in cui le convinzioni portino ad un miglioramento, si parla di effetto placebo (dal latino placere, piacere); nel caso in cui le convinzioni portino ad un peggioramento, si parla di nocebo (dal latino nocere, far male). Mentre molta ricerca è stata svolta sull’effetto placebo, la ricerca  sull’effetto nocebo è molto più limitata (Lorber, Mazzoni e Kirsch, 2007; Mazzoni,Foan,hyland e kirsch, in stampa). La teoria di Albert Bandura afferma che si può apprendere per imitazione da modelli: come si apprendono comportamenti positivi, così si può apprendere a star male. Il fenomeno della malattia psicogena di massa può essere simulato in laboratorio, solo i sintomi suggeriti aumentano ed è legato all’effetto delle aspettative, relative alla propria risposta (la reazione che si suppone di avere  alla sostanza assunta).

Il “fare” è dunque preceduto dall’immaginare; la rappresentazione mentale del risultato dell’azione (inteso come intero svolgimento) è il prodotto di questo processo psichico, prima emotivo, poi immaginativo, reso possibile dalla nostra struttura cerebrale. Un processo che può essere messo in azione anche prescindendo da una reale esecuzione e su cui si basa l’allenamento ideomotorio. Viene così definito l’allenamento mentale utilizzato dagli atleti per preparare un gesto, per ripassarlo, per prenderne sempre maggiore coscienza, per ripercorrere mentalmente i passaggi più difficili in occasione della gara: oppure per non perdere dimestichezza con il movimento in caso di un infortunio che ne impedisca la reale esecuzione. 

CONVINZIONI SBAGLIATE

Psicobufale : dall’anoressia alla zoofobia, come difendersi dalle balle raccontate dai media e continuare a credere nella psicologia 

 Posted on 23 Febbraio 2009 by Patrizio Romano Dell'Anna 

 Silvia Bianconcini , Psicobufale : dall’anoressia alla zoofobia, come difendersi dalle balle raccontate dai media e continuare a credere nella psicologia, Milano : Rizzoli, 2008.

L’autrice è una psicologa e psicoterapeuta e in questo libro ha raccolto una serie di “psicobufale”, ovvero bufale sulla psicologia.
E’ indubbio che comunichiamo anche con i gesti che compiamo, magari senza rendercene conto, ma l’idea che a un gesto corrisponda un preciso significato e che, quindi, si possano “capire le vere intenzioni di chi si ha davanti guardando i suoi gesti e le movenze”, come sostengono numerosi articoli e libri sul “linguaggio dei gesti”, è, appunto, una psicobufala. Chi porta la mano alla bocca mentre parla sta mentendo? E se invece, suggerisce l’autrice ironicamente, avesse “scoperto di avere una fogliolina di rucola incastrata tra i denti”?
“Non ci si avventura in letture della personalità magari affascinanti ma fondate su pochi sintomi: è scorretto e pericoloso” scrive Bianconcini che invita a diffidare “di chi spara interpretazioni a raffica, magari senza conoscere la persona di cui parla: uno psicologo serio sa di non essere uno stregone”. Lo stesso discorso si può fare per chi pretende che si possa fare una sorta di vocabolario per tradurre il “linguaggio” dei sogni o per chi vorrebbe leggere la personalità nei disegni.
Alcuni psicologi usano dei test, ma se si crede che il test, da solo, possa rivelare la personalità di chi vi è sottoposto, si sbaglia. “Neppure il test più serio e valido serve a qualcosa se è usato da solo”, avvisa saggiamente l’autrice.

INTELLIGENZA

Presso l'Università di Stanford, in California, è stato esaminato il rapporto tra quoziente d'intelligenza e successo: la conclusione è che l'importanza di un alto Q.I. è stata notevolmente sopravalutata.
Un Q.I. elevato può essere utile per ottenere buoni voti a scuola, per laurearsi brillantemente o per lavorare in un laboratorio; ma, affermano i ricercatori, non garantisce che uno si faccia strada nel mondo.

CONTATTI

E' la cosiddetta intelligenza sociale quella che conta; cioè l'abilità di capire gli altri e di stabilire rapporti con loro, peculiarità che non può essere misurata dai test Q.I..
Troppi miti infondati sono stati costruiti intorno ad un Q.I. elevato.                                                                         

 Per Platone (Abbagnano, N. 1994) si tratta di un concetto semplice: l’intelligenza è ciò che distingue le diverse classi sociali ed è distribuita da Dio in maniera diseguale; questa dotazione fissa ed innata è presente in ogni individuo che, al fine di conseguire una “vita buona”, deve privilegiare e coltivare alcuni piaceri mescolandoli con l’intelligenza.
Questa mescolanza non è casuale, ma ponderata , e viene elaborata in maniera equilibrata dall’intelligenza stessa proprio perché essa è superiore al piacere. Quindi, di per sé, l’intelligenza è maggiormente presente ed importante nella “vita buona”.
Aristotele, invece, in maniera più egalitaria sostiene che tutti gli individui, tranne gli schiavi, esprimono facoltà intellettive più o meno uguali e, se ci sono differenze, queste derivano dall’insegnamento o dall’esempio.
Nell’Etica Nicomachea egli afferma che per natura l’uomo consta di anima e corpo; in esso è presente, quindi, un’anima in parte razionale ed in parte irrazionale, quest’ultima ha minor valore ed esiste in virtù di quella razionale. Alla parte razionale appartiene l’intelligenza, che ha quale prerogativa, l’attività del pensare. L’uomo privo della percezione e dell’intelligenza, diventa simile ad una pianta, privato invece della sola intelligenza è paragonabile ad un animale.
In conclusione, l’intelligenza appare in Aristotele come requisito essenziale che distingue l’essere umano dagli altri esseri senzienti.
Di non poca importanza sembra essere anche il pensiero di Plotino secondo cui l’intelligenza è l’unico mezzo attraverso il quale l’anima può tendere al bene: non esiste, infatti, secondo la sua teoria un bene dell’anima ma piuttosto un bene dell’intelligenza al quale l’anima può partecipare.
Sebbene molti studiosi, in primis i filosofi, abbiano cercato di fornire una precisa definizione di questa straordinaria capacità mentale si è ancora oggi molto lontani dall’aver raggiunto un consenso unanime su una definizione capace di fissarne le caratteristiche.

Per avere successo nella vita in genere e nell'ambito lavorativo in particolare, non è sufficiente essere competenti da un punto di vista professionale o disporre di un elevato Quoziente Intellettivo; occorre anche poter disporre di quella che Daniel Goleman chiama "intelligenza emotiva".

Quest'ultima si fonda su due tipi di competenza, una personale - connessa al modo in cui controlliamo noi stessi - e una relazionale, legata al modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri.

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