PSICOTERAPIE BREVI {T.C.C., Psicoterapia Dinamica Breve, Training Autogeno,T.A.S., Biofeedback}.

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COSA E' LA PSICOTERAPIA

Che cos’è la psicoterapia?

Si tratta di un percorso di trattamento dei disturbi psicologici che prevede degli incontri con uno psicoterapeuta per aiutare il paziente a vivere meglio.

. Lo psicoterapeuta e il paziente lavorano per un fine comune "Aiutare il paziente  a Vivere meglio" e ciò è l'Alleanza Terapeutica.  La relazione che si crea tra queste due persone è autentica e spontanea e si pone come l’elemento centrale. L’intervento psicoterapeutico non ha una durata prestabilita: questa varia secondo le persone, il tipo di problema e i personali ritmi di maturazione e trasformazione.
 

Scarso impegno del paziente
Una psicoterapia di solito implica la partecipazione da parte del paziente a delle sedute a pagamento una volta a settimana. Talvolta il terapeuta dà al paziente anche dei compiti da svolgere a casa.
 
Ma la terapia non richiede solo un investimento di tempo e di denaro da parte del paziente. Affinché la terapia funzioni la persona ha bisogno di sentirsi non solo a parole, (se bastasse solo la buona volontà, la persona  risolverebbe i propri problemi da solo/a ,"se sono qui è perchè voglio stare meglio") motivata a star meglio. Ha bisogno di impegnarsi in prima persona nel processo di miglioramento della propria vita se vuole ottenere risultati positivi dalla psicoterapia.  Gli psicologi non danno risposte, aiutano a trovarle
Impegnarsi in un lavoro psicologico significa investire le proprie energie sia durante le sedute sia nei giorni tra le sedute di terapia. Significa esplorare e svelare le proprie emozioni e le proprie convinzioni.  Vuol dire non fermarsi alla comprensione, ma tradurre la comprensione in nuovi comportamenti.


 
E questo non è facile, specie se la persona è rimasta in una condizione di stallo per anni prima di rivolgersi allo specialista.

PSICOLOGIA e PSICOTERAPIA.

PSICOLOGIA e PSICOTERAPIA.

REGOLE PER INTRAPRENDERE UNA CORRETTA PSICOTERAPIA.

 Il Mio orientamento è Psicodinamico, ma che si avvale anche dell'approcccio Cognitivo-Comportamentale (Tecniche di Rilassamento, Formule Intenzionali,  Respirazione, Terapia Assertiva, Desensibilizzazzione Sistematica, Biofeedback ecc.) . I primi incontri sono destinati all’ anamnesi, la storia, la conoscenza dei problemi ed al contratto terapeutico. Nei colloqui iniziali, quando si determina il contratto terapeutico, io comunico le "regole" del setting all'interno del quale si svolgerà il lavoro insieme. Orario, numero sedute, il mio orientamento psicoterapeutico, più o meno una breve spiegazione di  cosa è la psicoterapia, soprattutto per quei pazienti che si avvicinano a questa terapia per la prima volta. Tra l'altro informo che entrambi ci prendiamo l'impegno di riservare al nostro lavoro 40-45 minuti (quel tempo, o quelle due ore, quell’ora e mezza) alla settimana, quello spazio appartiene al paziente e sarà mia cura non modificarlo se non in caso di assoluta necessità. 

 

Psicoanalisi.

L'intento del lavoro psicoanalitico, come è noto, fa sì che il paziente rinunci alle rimozioni che risalgono al suo antico sviluppo e le sostituisca con reazioni tali da poter corrispondere a uno stato di maturità psichica. A tal fine egli deve ripristinare il ricordo  di determinati episodi, nonché dei moti affettivi da essi suscitati, che al momento risultano in lui dimenticati. I suoi sintomi e le sue inibizioni attuali sono la conseguenza di tali rimozioni, dunque sono il sostituto di quello che ha dimenticato. Ciò che ci interessa è un quadro attendibile e completo, in tutti i suoi elementi essenziali, degli anni dimenticati della vita del paziente. Il lavoro psicoanalitico di costruzione o di ricostruzione rivela ampie somiglianze con quello dell'archeologo che dissotterra una città distrutta e sepolta o un antico edificio. Riuscire o meno a portare compiutamente alla luce il materiale nascosto, è soltanto un problema di tecnica e soprattutto di difese e resistenze. S. Freud diceva che “per dimenticare bisogna ricordare".  

 

Pregiudizi e Luoghi Comuni.

 Esistono diversi trabocchetti, o, se vogliamo essere più precisi, meccanismi di difesa in cui è facile cadere quando cerchiamo di valutare l’opportunità di iniziare un percorso terapeutico.

Insieme al desiderio di mettere a tacere i propri demoni interni, c’è la paura di fallire, di affidarci a qualcuno che non sappia aiutarci.

La nostra mente è capace di creare delle trappole con lo scopo di allontanarci da una reale scelta. Ad esempio, capita di dirsi: "mi ha risposto troppo in fretta, non avrà molti pazienti, non è un buon terapeuta".

Ma ugualmente si può riflettere sulla lentezza della risposta "mi ha fissato un appuntamento a distanza di 3 mesi, sarà anche pieno di lavoro, ma avrà tempo e voglia di occuparsi di me con l’attenzione che mostra a tutti gli altri?".

Con il risultato che qualsiasi risposta non vada bene.

Bisogna diffidare dall’affidarsi a maghi, guaritori, presunti santi, ciarlatani di vario genere che promettono una guarigione sicura e rapida, quasi indolore.

Ma anche a tutti quei professionisti provenienti da altri settori (dietologi, dentisti, avvocati, insegnanti, ottici e quanto altro) che non hanno le necessarie qualifiche, né il necessario training di formazione personale e professionale Universitario, che chi opera in un campo così delicato come la salute ed il benessere psicologico deve avere conseguito.

Psicologia e Psicoterapia

Psicologia e Psicoterapia

Psicologo Psicoterapeuta

PSICOLOGIA

COS’E’ LA PSICOLOGIA
Dal greco psychè (anima) e logos (discorso, parola, studio), con il termine Psicologia s’intende letteralmente “studio dell’anima” e “parola dell’anima”.

La Psicologia, nella sua forma moderna e scientifica, è una disciplina relativamente nuova (nasce nel 1800), che studia il comportamento degli individui e i loro processi mentali; si occupa dell’uomo nella sua globalità, non soltanto degli aspetti patologici del suo comportamento.

I SETTORI E GLI AMBITI DELLA PSICOLOGIA
Con l’istituzione dell’Ordinamento della professione di Psicologo, dal 1989 sono stati regolamentati gli ambiti di competenza. Lo Psicologo applica le conoscenze della Psicologia per migliorare la capacità delle persone di comprendere se stesse e gli altri, affinché possano relazionarsi con i propri bisogni e con gli altri in maniera consapevole, congrua ed efficace.

Diversi sono i settori e gli ambiti della Psicologia, alcuni di consolidata tradizione ed altri emergenti; tutti in continuo approfondimento ed ampliamento. Tra questi citiamo:

PSICOLOGIA CLINICA Comprende la Psicologia ospedaliera, la Psicodiagnostica, la Neuropsicologia clinica, la Psicologia delle disabilità e della riabilitazione, la Psicologia delle dipendenze patologiche e la Psicoterapia.

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL'EDUCAZIONE Comprende la Psicologia dello sviluppo, la Psicologia dell’adolescenza, la Psicologia dell’educazione, la Psicologia scolastica, la Psicologia della formazione, la Psicologia dell’apprendimento, la Psicologia dell’orientamento scolastico e professionale.

PSICOLOGIA DEL LAVORO E DELLE ORGANIZZAZIONI

Comprende la Psicologia delle risorse umane, la Psicologia del lavoro, la Psicologia dell’organizzazione, la Psicologia dell’orientamento professionale, la Psicologia della formazione professionale, la Psicologia del Marketing e della comunicazione pubblicitaria, la Psicologia ergonomica.

PSICOLOGIA APPLICATA Comprende ad esempio la Psicologia della salute, la Psicologia di comunità, la Psicologia dell’anziano, la Psicologia dell’inter-culturalità, la Psicologia forense.
PSICOLOGIA SPERIMENTALE Comprende l’ambito della ricerca di base ed applicata, le neuroscienze, la psicometria, e gli studi sulla struttura e sulle funzioni della personalità.
PSICOLOGIA DELLO SPORT A favore di atleti che praticano attività individuali o di squadra e per le società sportive.
 
COSA SI INTENDE PER BENESSERE PSICOLOGICO
L'individuo non sempre si prende cura della propria salute psicologica tanto quanto fa per quella fisica. Ancora in molti diffidano dell’esperto in Psicologia, visto, per luoghi comuni e pregiudizi, come il "medico dei matti".
In realtà lo Psicologo è una figura ben distinta dal medico e andare dallo Psicologo non vuol dire essere "svitati" o "diversi", ma, al contrario, significa prendersi cura della propria salute mentale, che va di pari passo con quella fisica, migliorando notevolmente la qualità totale della propria esistenza.
Una condizione di BENESSERE può essere mantenuta nel corso della vita solo occupandosi globalmente di sé e del proprio equilibrio psico-fisico.
Il lavoro psicologico sarà indirizzato prioritariamente a far emergere le risorse positive di ogni persona e a minimizzare l’influenza di tutto ciò che ostacola la crescita e lo sviluppo di una condizione di equilibrio psico-fisico e relazionale.

PERCHE’ E QUANDO FARE PREVENZIONE PSICOLOGICA
Una consulenza o un supporto psicologico possono essere utili per una crisi temporanea, per favorire una crescita interiore personale, per delle esigenze di orientamento, per raggiungere una maggiore e migliore consapevolezza di sé, degli altri e del proprio contesto famigliare, sociale, lavorativo o scolastico.
Un qualsiasi mutamento o evento nella propria esistenza può rivelarsi di difficile elaborazione e superamento. In questi momenti, una consulenza psicologica può risultare un benefico supporto ed un aiuto positivo, guidando la persona attraverso il disagio interno fino alla sua attenuazione e scomparsa.

Rivolgersi allo Psicologo può essere utile per creare uno spazio diverso da quelli abituali della vita di tutti i giorni, dove confidarsi e confrontarsi, ed al quale riferirsi come punto di riferimento nel tempo.

E’ fondamentale rivolgersi allo Psicologo sin dalle fasi di inserimento sociale e scolastico (assieme ai genitori), durante i cambiamenti dell’adolescenza, di fronte a scelte significative (lavorative, sentimentali, ecc.) e ad eventi importanti quali trasferimenti forzati, matrimonio, gravidanza, ecc.

Lo Psicologo deve essere consultato in casi di particolari difficoltà di convivenza e comunicazione con amici, colleghi, fratelli e genitori, e il suo supporto è essenziale per affrontare gli eventi di abbandono e di lutto, le conseguenze psicologiche di ricoveri e incidenti, le incertezze derivanti da situazioni di emergenza (aggressioni, atti di terrorismo, eventi naturali catastrofici, ecc.), e di forte tensione sociale e di minaccia alla sicurezza (crisi economiche, scioperi, atti di vandalismo e bullismo, abusi sessuali e violenze, ecc.), ma anche nella prospettiva dell'ottimizzazione della qualità della vita.


LA FIGURA E LE FUNZIONI DELLO PSICOLOGO
 

COME SI DIVENTA PSICOLOGO
Per diventare PSICOLOGO è necessaria una laurea di cinque anni in Psicologia presso un’università italiana, un tirocinio della durata di un anno, effettuato con la supervisione di un tutor-professionista iscritto all'Ordine e il superamento dell'Esame di Stato, che consente l’iscrizione all’Ordine degli Psicologi (Albo sezione A) e l'accesso alla professione.
Lo Psicologo, come richiesto dal Codice Deontologico, aggiorna continuamente la propria formazione.

CHI E’ E COSA FA LO PSICOLOGO
La professione di Psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, il sostegno psicologico, l’abilitazione e la riabilitazione, rivolti alle persone, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.
Lo Psicologo opera nel settore privato (come libero professionista, in strutture sanitarie private e/o convenzionate, in aziende e società di consulenza), nel privato sociale (in associazioni, cooperative, fondazioni) e nel settore pubblico (Aziende Sanitarie Locali, Ospedali, Comuni, Province, Regioni ed altri Enti locali).
Lo Psicologo conduce Psicoterapie solo se è specializzato anche in Psicoterapia e non prescrive psicofarmaci.

PERCHE’ RIVOLGERSI ALLO PSICOLOGO
Lo Psicologo è in grado di aiutare a ripristinare l’equilibrio psicologico, a fronteggiare lo stress e a mantenere inalterato il normale sviluppo psicologico.
Inoltre ci si può rivolgere allo Psicologo di fronte a comportamenti che non comprendiamo, che appaiono strani o eccessivi, come quando sembra che nessuno ci capisca; quando facciamo fatica a comprendere quello che ci sta succedendo; quando tutto ci sembra confusione e caos; quando siamo preoccupati, per noi stessi o per i nostri cari, e non troviamo soluzioni; quando siamo assediati dalle paure; quando facciamo qualcosa troppo o troppo poco (per esempio: dormire, mangiare, bere, fumare, amare).
Lo Psicologo è formato e preparato per il primo ascolto, la valutazione, la diagnosi, l’orientamento e il supporto, riguardo a tutti i disagi e disturbi psicologici, ed è la principale figura di riferimento per tutti coloro che vedono compromessa la propria salute psicologica.
Lo Psicologo, dopo l'analisi del problema e tutti gli accertamenti del caso, può intervenire direttamente tramite tecniche di consulenza o indirizzare in maniera mirata verso i professionisti specialisti più adatti, come nel caso della Psicoterapia per i disturbi psichici che necessitano di tale tipologia di trattamento.

 

CONSULENZA   

 
Tel. 0883.518895   Tel. 0835.333037
Cell. 3771067469


Una consulenza è un parere professionale fornito su specifica richiesta di un utente, cliente o paziente,
da parte di un professionista, in merito ad una specifica questione, per la redazione del quale vengono usate le conoscenze e gli strumenti propri di quella professione. Il termine "Consulenza" deriva dalla parola latina "consulo", che non vuol dire "consigliare", ma "venire in aiuto, avere cura di". 
Consulenza psicologia on-line anche per gli italiani residenti all'estero

 

CONSULENZA

La consulenza online può essere utilizzata secondo diverse finalità:

  

1) Può essere utile per proseguire percorsi psicologici iniziati di persona, a causa di un allontanamento momentaneo o definitivo di un paziente dalla zona in cui esercitiamo (trasferte lavorative, cambi di residenza, convalescenza, ecc.) ed evitare interruzioni. 

 2) Si possono creare veri e propri servizi in cui la consulenza è totalmente online.  

3) Si può incontrare vis à vis una persona, per un primo colloquio e proseguire, poi, gli interventi a distanza (viceversa, un paziente può contattare il professionista a distanza e poi si può valutare la necessità di proseguire il percorso presso il nostro studio).

  

Il modo più giusto di operare deve essere valutato di volta in volta.

Perchè costa tanto andare dallo psicologo. Prima parte

Pubblicato da Carla Sale Musio at 06:40 archiviato in Psicologia,Psicoterapia e taggato: quale psicologo?

 

Ecco una domanda che io stessa mi sono posta quando, ancora ragazzina, andai per la prima volta da uno psicologo.

Allora, di psicologi (in Italia) non ce n’erano molti. E quelli che c’erano, erano solo a pagamento. Salato.

I miei genitori per curare la mia insopprimibile ribellione adolescenziale spendevano tanti soldi e, nonostante quelle chiacchierate mi piacessero moltissimo, io mi sentivo terribilmente in colpa per i costi che giudicavo esagerati.

E’ stato solo dopo essere approdata dall’altra parte della scrivania, che ho potuto rendermi conto del perché le parcelle di uno psicoterapeuta siano così alte.

 

Eccovi qui di seguito un breve resoconto delle spese che uno psicologo (serio) deve sostenere:

1) Lo psicologo non è mai preparato a fare quello che deve fare.

Per quanto abbia studiato, ogni persona è diversa e le varie scuole e teorie possono fornire solo delle indicazioni molto generali.

Perciò, quando nel tuo ufficio arriva il sig. Pistis, con la sua vita, i suoi problemi e i suoi sintomi, lo studio e le esperienze che hai maturato ti orientano… ma non ti forniscono nessuna mappa e nessuna guida!

Ogni psicologo deve fare costantemente i conti con una sensazione di inadeguatezza cronica che si allenta soltanto quando, come un sarto, avrà cucito il suo intervento sulle misure specifiche del sig. Pistis e lui lo avrà indossato sentendocisi bene, comodo e a suo agio.

Naturalmente, questo stato di glamour difficilmente si realizza al primo colpo, perciò lo psicologo deve sempre scucire e ricucire quello che fa, fino a individuare la linea e il modello capaci di far sentire il sig. Pistis… proprio un figurino.

A quel punto, però, il lavoro è terminato e si ricomincia daccapo a vivere la sensazione di inadeguatezza, questa volta con il sig. Angius. Che avrà misure e gusti completamente diversi dal sig. Pistis.

Il vissuto di incapacità cronica fa parte del nostro mestiere e ci costringe a studiare e a formarci in continuazione, nel tentativo (compulsivo) di arginarlo, almeno un poco.

Le scuole di formazione costano.

2) L’ambiente in cui uno psicologo lavora, fa parte della cura.

Cioè deve essere riservato, silenzioso, ordinato e accogliente, tanto da permettere a una persona sconosciuta di aprirsi e raccontare le sue cose più intime, come se parlasse con un caro amico (che, in questo, caso non conosce e non ha mai visto prima). E tutto deve succedere nello spazio di sessanta minuti circa.

Se fai lo psicologo, in un ora il tuo paziente dovrà dirti: chi è, cosa fa, cosa prova, cosa gli è successo e come ha reagito.

Mentre tu dovrai dirgli qualcosa che gli permetta di sentirsi meglio e di tornare a casa con degli strumenti in più.

L’ambiente di lavoro perciò è fondamentale per favorire la concentrazione, l’attenzione, la confidenza e la sensibilità, sia del paziente che dello psicologo.

Non penso che per ottenere questo ci sia bisogno di arredi firmati e costosi… ma, certamente, occorre un luogo fisico silenzioso, asciutto, sufficientemente illuminato, pulito, senza odori forti, tiepido d’inverno e ombreggiato d’estate.

Questo ha un costo.

3) Quando lo psicologo non si sente bene, non può lavorare.

E non parlo di un raffreddore o di un’influenza. Quelle sono cose che capitano senza creare grosse difficoltà, al massimo qualche giorno di assenza. Mi riferisco ai casini che mettono K.O. il sistema emotivo.

Lo psicologo (serio) per lavorare deve dimenticarsi di se stesso e concentrarsi totalmente sulla vita e gli eventi di un altro. Non può distrarsi pensando che ha litigato con sua moglie, che la mamma è ricoverata in ospedale, che il bambino deve andare a ripetizioni altrimenti rischia di perdere l’anno… Cose del genere devono essere lasciate fuori dallo studio e riprese soltanto al termine della giornata lavorativa.

Quando le persone soffrono, hanno una pelle in meno…e si accorgono subito della disattenzione di chi dovrebbe aiutarle! Purtroppo, vivono la distrazione del terapeuta come una loro difficoltà e si chiudono, rendendo inefficace l’intervento e aggiungendo un’altra delusione alla lista dei loro guai (di solito già molto lunga).

Perciò, per fare bene il mestiere di psicologo, non è possibile vedere tante persone tutti i giorni. Altrimenti quell’attenzione totale e partecipe comincia a svanire e la possibilità di essere d’aiuto sparisce.

Perchè costa tanto andare dallo psicologo? Parte seconda

4) Le emozioni sono contagiose.

 

Se provate a stare in compagnia di una persona ansiosa, dopo un po’ inizierete anche voi a sentirvi in ansia, mentre dopo aver trascorso del tempo con una persona depressa le cose cominciano a perdere di interesse e le motivazioni si smorzano.

 

Al contrario, stare insieme a persone allegre mette di buon umore e condividere l’entusiasmo rende esuberanti e propositivi.

 

Passare ore e ore immersi in esperienze cariche di dolore e sofferenza, rattrista l’anima e sposta il barometro delle emozioni verso la depressione.

 

Ogni psicologo ha un suo tetto massimo di tolleranza al contagio emotivo, che non può superare senza essere sopraffatto dai malesseri psicologici.

 

Per questo motivo, uno psicologo (serio) non può incontrare più di quattro o cinque pazienti ogni giorno e svolgere con loro un lavoro efficace.

 

Nel nostro mestiere è necessario dosare attentamente i carichi di lavoro, selezionando (quando è possibile) situazioni diverse per gravità e sofferenza. Se si supera una certa soglia… il medico si ammala e non può curare più nessuno.

 

5) Ci vuole molto tempo per ogni persona.

 

Ogni persona ha bisogno di ricevere la giusta attenzione e dedizione. Ci vuole un tempo in cui favorire la condivisione e il racconto delle esperienze difficili e un tempo in cui stimolare la scoperta di nuovi punti di vista. Poi ci vuole un tempo per raccogliere dei dati concreti e un tempo per stabilire insieme un piano di intervento.

 

Per fare tutto questo serve almeno un’ora. Ma quando il paziente è andato via, occorre anche un tempo in cui abbandonare i suoi vissuti e le sue esperienze e fare tabula rasa di tutto, per accogliere una persona diversa con una storia diversa ed esperienze diverse.

 

Uno psicologo dedica moto tempo a ogni persona. Al contrario di altri specialisti, non può frazionare i suoi guadagni sulla quantità. Deve offrire sempre un lavoro individuale e di qualità.

 

6) Lo psicologo deve andare dallo psicologo.

 

Dopo aver passato quattro o cinque ore ogni giorno ascoltando storie di dolore, inciampare su qualche problema personale fa tracimare immediatamente il sistema emotivo.

 

In più, in periodi di super lavoro, il contagio psichico può provocare vissuti di inadeguatezza che si sommano alla sensazione di inidoneità cronica, connaturata la nostro mestiere, aggravandola.

 

Ecco quindi che anche noi, periodicamente, ci rivolgiamo a qualche collega per ricevere da lui le stesse cure che prodighiamo ai nostri clienti.

 

Sono convinta che stare dall’altra parte della scrivania aiuti gli psicologi a sentirsi più vicini ai loro pazienti e favorisca la condivisione dei vissuti emotivi.

 

Naturalmente le sedute di psicoterapia costano.

 

 

 

In conclusione

 

Cari amici, lettori e curiosi di questo blog, se vi guardate intorno non potrete che darmi ragione. Nessuno è mai diventato ricco facendo lo psicologo!

 

I costi che dobbiamo sostenere per svolgere bene la nostra professione sono alti e il tempo in cui possiamo lavorare per guadagnare, è poco.

 

Il nostro mestiere è affascinante e bellissimo, ma ciò che ne motiva la scelta è solamente l’emozione che si prova nel vedere un altro riprendere a stare bene, non certo la prospettiva di lauti guadagni.

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