{T.C.C., Psicoterapia Dinamica Breve, Training Autogeno,T.A.S., Biofeedback}.

Mostra contenuti secondari Nascondi contenuti secondari

Lavorare con la coppia nel nostro studio

Lavorare con la coppia nel nostro studio

 

Previeni o affronta  

la crisi di coppia

Un aiuto nelle relazioni familiari

 

Un aiuto attento ed efficace per migliorare la tua relazione di coppia e familiare. Aiutiamo coppie, genitori, figli, persone separate e persone vedove.

 

 Serie di incontri a Barletta e Matera

Proponiamo una serie di incontri a Barletta e Matera per prevenire o superare situazioni difficili nella relazione di coppia.


Da una ferita, una spaccatura, un'incrinatura,  una crepa, quindi da qualcosa di imperfetto, può scaturire qualcosa di buono...


        AIUTO ALLE COPPIE 
 

COPPIA

Molti immaginano la vita di coppia come se fosse una favola in cui l’unico scopo è essere per sempre felici e realizzati. Ma ogni membro della coppia ha caratteristiche di personalità differenti che derivano dalle esperienze vissute nella propria famiglia di origine. Queste stesse esperienze influenzano la scelta del partner contribuendo in questo modo a scrivere la storia della relazione.

L’adolescenza è un periodo della vita in cui ogni essere umano sente il bisogno di entrare a far parte del mondo degli adulti, ma nello stesso tempo è ancora forte la dipendenza nei confronti delle proprie figure di attaccamento. I genitori hanno il compito di sostenere i figli e aiutarli sia a ricercare la propria identità sia a svincolarsi dalla famiglia di origine. Ed è proprio in questa fase del ciclo di vita che avviene il passaggio dal mondo adolescenziale alla società degli adulti. In questo periodo l’individuo è in grado di stabilizzare la propria condizione sociale e scegliere, quindi, il proprio partner. Ma cosa succede se l’adolescente nel periodo dello svincolo non ha instaurato dei profondi legami extrafamiliari? È molto probabile che la permanenza nella propria casa duri molto a lungo in quanto non è stato preparato ad una vita autonoma. In questo tipo di situazione la scelta di un eventuale partner può spettare di diritto ai genitori o per essere più precisi le famiglie della coppia sentono di avere il diritto di decidere per il proprio figlio.
In ogni modo tutte le coppie appena formate accettano un “contratto”  teorico, costituito da un insieme di norme esplicite (come la sessualità) e da leggi inconsapevoli in riferimento all’area affettiva.
Ognuno dei partner ha l’illusione che l’altro abbia la facoltà di appagare i desideri e le aspettative dell’uomo/donna ideale. Più precisamente, l’altro si presenta come colui in grado di soddisfare pienamente le aspettative della propria compagna/o convincendo quest’ultima/o che egli è l’unico/a capace di rispondere alle sue esigenze. Essendo, quindi unico, egli può anche possedere un forte potere: può avere la capacità di influenzarci, dominarci e trovare soluzioni a problemi mai risolti. Secondo Norsa e Zavattini (1997) il matrimonio potrebbe essere un tentativo di risolvere tematiche interne individuali.
Ma come nasce la coppia?
Secondo Cancrini e Harrison (1986) la scelta del partner non è mai del tutto legato alle caratteristiche dell’amato ma ci si innamora dell’immagine che l’altro ci rimanda e che noi rimandiamo a lui. Da questo scambio reciproco nasce ciò che noi chiamiamo relazione.
I primi tempi tutte le coppie vivono un periodo di “fusione” che a lungo andare conduce verso una sensazione di oppressione-soffocamento. Ed è proprio in questo momento che cominciano ad emergere delle divergenze. La fase di fusione viene sostituita dalla consapevolezza che ogni componente della coppia ha una personalità diversa e proviene da un ambiente sociale differente. Reazioni, atteggiamenti e comportamenti possono, quindi, provocare grandi delusioni.
Ma perché si è inevitabilmente diversi? Perché ognuno di noi ha una propria storia che ha inizio dalla prima infanzia ed è costituita da emozioni, abitudini e tradizioni delle quali possiamo non essere consapevoli ma che agli occhi dell’altro possono risultare incomprensibili o insopportabili.
Il sapersi coinvolgere in una relazione di coppia dipende, quindi, dalla maturità dei partner. Questa maturità nasce da una sana interdipendenza tra processi di attaccamento e di autonomia (Togliatti, Angrisani, Barone, 2000). L’esser consapevoli di poter soddisfare i propri bisogni di intimità e contemporaneamente i propri bisogni di autonomia, conduce la coppia a gettare delle solide fondamenta alla loro relazione.

 

 

Psicologia della coppia, della genitorialità. Psicologia della maternità e del parto

Psicologia della coppia, della genitorialità. Psicologia della maternità e del parto

PSICOLOGIA DELLA COPPIA. DELLA GENITORIALITA'. 

PSICOLOGIA DELLA MATERNITA' E DEL PARTO.  

SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER L'APPRENDIMENTO DI STRATEGIE PER AFFRONTARE LA MATERNITA' E IL PARTO. SUPPORTO PSICOLOGICO POST-PARTO.

MODALITA': IN GRUPPO O SINGOLARMENTE.

IL CORSO E' ANCHE INDICATO PER QUELLE DONNE CHE PRIMA DELLA GRAVIDANZA  PRENDEVANO PSICOFARMACI.

N.B. – Per le gestanti si consiglia di iniziare il corso al massimo intorno al VI-VII mese di gravidanza.

IL TA (Training Autogeno) per la coppia 

Apprendere il Training Autogeno in coppia con il proprio partner rappresenta un'esperienza da condividere, all'interno di una esperienza di attesa reciproca. 

Per le coppie che stanno vivendo l'esperienza della gravidanza, gli esercizi di rilassamento del Training Autogeno rappresentano un utile supporto per elaborare, condividere ed accogliere la nascita di un figlio/a e i cambiamenti che inevitabilmente questa esperienza determinerà all'interno della coppia.   

PER I COSTI CONSULTARE IL TARIFFARIO ORDINARIO.

PER LE GIOVANI COPPIE O PER CHI E' IN DIFFICOLTA' ECONOMICA, CONSULTARE IL TARIFFARIO A COSTI CONTENUTI

Litigio Costruttivo

Per la Coppia.

Per la Coppia.

Alcuni motivi della crisi della coppia   

        

          Aiuto alla coppia in crisi


La crisi della coppia non nasce all’improvviso, sicuramente ci sono stati segnali che l’hanno preceduta ai quali non è stata data la giusta importanza. Non si è voluto “vedere” che qualcosa nella coppia non funzionava e così si sono accumulate incomprensioni e fraintendimenti generando delusioni e sofferenza emotiva. Quindi per crisi della coppia, in questo caso, ci si riferisce ad una situazione ai limiti della “rottura” che può finire in una separazione, oppure diventare l'opportunità di crescita, cambiamento e rinnovamento, se il conflitto e il litigio vengono vissuti come un confronto tra i due componenti e non come un’incomprensione immodificabile. AIUTO ALLA COPPIA IN CRISI. L’aiuto alla coppia in crisi non lo può dare certamente l’amico di famiglia o un parente, perché possono dare solo consigli che non affrontano il problema non essendo degli esperti, oppure possono essere di parte complicando di più le cose. Quando la coppia ha il problema che non può avere figli certamente non si rivolge agli amici o parenti ma cerca l’aiuto di un ginecologo. La stessa cosa deve essere fatta per la crisi di coppia, chiedere aiuto ad un esperto. E' importante sapere che una soluzione al problema c'è e prima di qualsiasi decisione, si dovrebbe fare qualcosa. Alcune modalità tecniche di intervento nella crisi della coppia: Mediazione Familiare, Consulenza Matrimoniale, Psicoterapia di Coppia, Psicoterapia Individuale. Al di là delle varie tecniche terapeutiche, l'intervento dell'esperto si focalizza principalmente sulla coppia ma se non fosse possibile, si può prima intervenire sulla singola persona che ne fa parte. E’ importante non avere pregiudizi o pensare che la crisi sia irrisolvibile, inizialmente è necessario permettere alla persona come singolo e componente di una coppia di chiarire i problemi reali che sono alla base del conflitto. L’esperto deve essere orientato verso la coppia per ristabilire la comunicazione nella relazione, il suo compito non è di trovare colpe ma di aiutare a capire le vere cause della crisi. Il professionista dopo un’attenta valutazione, fa emergere i veri problemi e li analizza insieme a loro, in tal modo la crisi si può tramutare in un’occasione di crescita personale. Il lovoro terapeutico deve tendere a ritrovare la complicità e l’intesa della coppia, di vivere e discutere le esperienze in modo più maturo e senza pregiudizi.  Anche nel peggiore dei casi, come una separazione, l’aiuto di un esperto diventa altrettanto importante perchè sarà rivolto a sostenere la persona nella risoluzione e nell'elaborazione della "crisi d'abbandono" con minore danno per tutti. 

                        
                          " PRIMA DI ANDARE DALL’ AVVOCATO "
                                  INCONTRI INDIVIDUALI
                                   INCONTRI DI COPPIA
INCONTRI PER COPPIE IN CRISI CHE VOGLIONO RECUPERARE LA LORO RELAZIONE.
Il Gruppo è composto da persone che vivono una relazione di coppia, da sposati o da fidanzati e che stanno vivendo conflitti di relazione.
Vorrebbero superare entrambi la crisi e capirne i motivi, spesso non così scontati come si vuole credere.
“…Datevi il vostro cuore, ma non lo date in custodia uno dell'altro. Perché solo la mano della Vita può contenere i vostri cuori. E state insieme ma non troppo vicini: poiché le colonne del tempio sono distanziate, e la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro.”
Di Kahlil Gibran su “Il Matrimonio” raccolta in “Il Profeta”, ed. Newton Compton.
DISPONIBILITA' A COLLABORARE CON AVVOCATI MATRIMONIALISTI. 

MAMMA NON MAMMA "

 PSICOTERAPIA INDIVIDUALE 

INCONTRI PER LA COPPIA E PER GENITORI SEPARATI

 Gli incontri sono tenuti dal Dott. Renato Montemurro, presso gli  studi: seduta individuale e di coppia in Via Achille Bruni, 17 Barletta, Via L. Protospata,48 Matera           

Sedute di Gruppo: Via Achille Bruni, 17 Barletta.

 Il gruppo per genitori separati è: una proposta offerta al singolo genitore che vive o abbia vissuto l’esperienza della separazione o del divorzio; poter discutere e confrontarsi su argomenti concreti con altri genitori che vivono la sua stesa esperienza; un gruppo dove incontrarsi anche per sostenersi nelle difficoltà della cura dei figli; uno spazio per pensare al futuro ed uscire dall’ isolamento; un’occasione di incontro che sostiene la prospettiva della nuova esperienza che si vive.

Com’è organizzato il gruppo:

12 incontri a cadenza settimanale in orario preserale; prima è necessario un colloquio individuale tra il genitore e il professionista che tienne il corso, competente nell’ambito della “psicologia delle relazioni familiari” e “delle problematiche della famiglia”

Si possono richiedere colloqui individuali di orientamento anche per nonni, insegnanti, nuovi partners ecc. 

NON POSSO VIVERE NE' CON TE..NE' SENZA DI TE

Sedute individuali, di coppia, di gruppo rivolto a uomini e donne, si affronteranno i temi della scelta del/della partner e della separazione, della dipendenza affettiva, della autonomia della coppia, della gelosia e del tradimento. Gli argomenti verranno trattati dal punto di vista dell' individuo e della coppia per il benessere della relazione.

Gli incontri sono particolarmente indicati per tutte le donne e gli uomini che hanno la sensazione di vivere una relazione di coppia particolarmente sbilanciata, che è difficile da cambiare e dalla quale sembra difficoltoso uscire.

PER LA FAMIGLIA:  Famiglie con bambini, preadolescenti e adolescenti con problematiche emotive scolastiche e/o comportamentali. Psicoterapia Familiare o individuale. 

TRAINING AUTOGENO

TRAINING AUTOGENO

T.A. TRAINING AUTOGENO E GESTIONE DELLO STRESS

Si potrebbe pensare al Training Autogeno come ad una tecnica di rilassamento ma non è così... o meglio non esattamente. In realtà il T.A. è una tecnica di cambiamento che produce nel praticante delle reali modificaioni sia a livello fisiologico (sistema neurovegetativo), sia a livello psicologico (vissuto emotivo). Il rilassamento è da considerarsi la condizione necessaria per accedere ai veri e propri esercizi del T.A. E' una tecnica che tramite il rilassamento può fare conseguire, in tempi ragionevolmente brevi, apprezzabili modificazioni dell' unità corpo-mente ed incidere in modo decisivo sui disturbi psicosomatici e di angoscia (stress). Attraverso il raggiungimento di uno stato di distenione che la persona acquisisce, si produce il contemporaneo modificarsi di funzioni psichiche e somatiche tra cui il tono muscolare, la funzionalità cardio vascolare, l' attività polmonare, l'equilibrio neurovegetativo e lo stato di coscienza. Si ottengono quindi modificazioni in senso opposto a quelle provocate da uno stato di tensione, di ansia e di stress. IL Training Autogeno è una metodica che è possibile apprendere per il beneficio di tutte quelle situazioni in cui è coinvolto l'apparato PsicoSomatico.

Quando si apprende il Training Autogeno, da professionisti nel campo della psicologia e della psicoterapia,si possono avere effetti positivi su disturbi quali: disturbi del sonno, emicranie, cefalee, difficoltà respiratorie, tachicardie, gastrite, colite, ulcera gastrica, asma bronchiale, balbuzie, tosse psicogena, tic, astenia, encopresi, turbe comportamentali, acufene, ipercinesi, disturbi alimentari,dipendenze, disturbi sessuali quali eiacullazione precoce, impotenza, anorgasmia, vaginismo, enuresi, incontinenza, in dermatologia, in ostetricia, preparazione al parto e alla maternità. Miglioramento delle capacità cognitive come: la memoria, la capacità di concentrarsi, la capacità a non lasciarsi distrarre da fattori disturbanti, gestione di pensieri disturbanti. 

Gli incontri per apprendere il Training Autogeno in gruppo condotto dal Dott. Renato

Montemurro si tengono presso lo studio in via Achille Bruni, 17 Barletta     

Gli incontri per apprendere il Training Autogeno individuale  si tengono presso gli studi: Via Achille Bruni, 17 Barletta, Via Lupo Protospata, 48 Matera                                        

Individuale. _Di gruppo N° 10 incontri di un'ora ciascuno. Data di inizio dei corsi e calendario degli incontri: da concordare con i richiedenti. Gruppi max 10 persone. Gestire lo stress che deriva dal lavoro e dalle relazioni con le persone è importante per poter dare il meglio in ogni situazione. Attraverso alcune tecniche è possibile riconoscere immediatamente le relazioni del proprio corpo di fronte alle situazzioni stresanti, per gestirle e recuperare velocemente una freschezza mentale che migliora le abilità cognitive e fisiche. Nel corso, a carattere pratico, verranno apprese alcune modalità e strategie di gestire lo stress, che potranno essere impiegate con successo ogni volta che lo si riterrà opportuno. Il corso è particolarmente consigliato a chiunque stia affrontando una situazone personale,  professionale, scolastica particolarmente stressante, al pari di chi vglia apprendere tecniche che permettano di prevenire le relazioni stressanti.                                                                            

Per iscriversi ai corsi, telefonare ai numeri: Tel. 0883.518895    0835.333037  

Cell. 377.1067469

IL TRAINING AUTOGENO SOMATICO O INFERIORE, IL T.A.;  IL TRAINING AUTOGENO SUPERIORE, iL T.A.S.

Il metodo  del T.A. somatico o ciclo inferiore ricalca un approccio Cognitivo-Comportamentale, invece, nel ciclo degli esercizi superiori (T.A. superiore o T.A.S.) attraverso l’immaginario autogeno, recupera l’approccio psicoanalitico e ci consente di fare “un tuffo dentro di se’”. In realtà abbiamo due anime del T.A. La prima ci aiuta a ritrovare un nuovo rapporto con il nostro corpo, riportandoci con l’IO corporeo ritrovato a sensazioni molto antiche e stratificate nell’inconscio, ma anche molto nuove, reinsegnandoci a vivere il corpo come un luogo di benessere e di profonda intimità. Possiamo attraverso il T.A.S., prima sedare il corpo, poi lo dimentichiamo ed infine saremo più ricettivi, cioè con meno difese alle immagini che “sgorgheranno” dentro di noi. La Psicoterapia autogena prevede il T.A. di base e il T.A.S. come mezzi per migliorare prima il rapporto col corpo ed indagare poi le nostre problematiche inconsce. Il percorso consiste in : Una buona indagine anamnestica ed inquadramento della personalità (depressiva, isterica, ossessiva, border-line, schizoide); Stabilire l’Alleanza Terapeutica ed analizzare, gli aspetti più conflittuali o problematici della personalità; Proporre il T.A. e farlo eseguire in maniera corretta; infine approdare, dopo un periodo di esercizi di visualizzazione al T. A.S.  ed iniziare con l’esercizio dei colori, per poi passare ad altri esercizi.

DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

Alimentazione.

 DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE. LE FORME CORPOREE , IL PESO E L’ALIMENTAZIONE VENGONO INDICATI COME FATTORI DI RIFERIMENTO PER LA NOSTRA AUTOVALUTAZIONE E LA NOSTRA AUTOSTIMA. NELL’AMBITO DI QUESTO CONTESTO SI INSERISCONO I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA). I DCA INDICANO UNA SERIE DI DISTURBI QUALI ANORESSIA, BULIMIA, DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BED) E ALIMENTAZIONE EMOTIVA , CARATTERIZZATI DA: PERDITA O AUMENTO ECCESSIVI DI PESO; ABBUFFATE; COMPORTAMENTO DI COMPENSO (VOMITO, USO DI LASSATIVI O DIURETICI, ESERCIZIO FISICO INTENSO); CONTROLLO OSSESSIVO DELLE FORME CORPOREE O EVITAMENTIO DELL’ESPOSIZIONE DEL CORPO; ECCESSIVA IMPORTANZA ATTRIBUITA AD ALIMENTAZIONE, CORPO E PESO.  

AMBITI DI INTERVENTO. IL PERCORSO TERAPEUTICO MIRA A FARE ACQUISIRE UN NUOVO MODO DI RAPPORTARSI AL CIBO, INSIEME AD UNA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA ED ACCETTAZIONE DEL PROPRIO CORPO ATTRAVERSO: PSICOTERAPIA INDIVIDUALE E FAMILIARE; GRUPPI DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE; ATTIVITA’ RIABILITATIVE (MEZZI PER ESPRIMERE LA PROPRIA EMOTIVITA’ QUALI IL DISEGNO, LA  MUSICA ECC.) . TERAPIA DELLO SPECCHIO. IL PERCORSO HA UNA DURATA COMPLESSIVA DI 12 MESI: UNA FASE INTENSIVA (3 MESI); UNA FASE SEMI INTENSIVA (3 MESI); UN PERIODO DI MANTENIMENTO (6 MESI).          

  "OGNUNO VEDE QUEL CHE TU PARI, POCHI SENTONO QUEL CHE TU SEI"  MACCHIAVELLI.

LE CONVINZIONI POSSONO UCCUDERE

PLACEBO; NOCEBO

 Psicologia Contemporanea N° 217

 In un recente articolo apparso sulla rivista inglese New Scientist (Pilcher 2009) si riporta, il caso di un uomo a cui era stato diagnosticato un cancro al fegato allo stadio finale, malattia sempre letale che uccide in tempi molto brevi. La diagnosi comunicata al paziente, era di morte entro sei mesi. Il paziente effettivamente morì entro sei mesi, l’autopsia successiva, però,mostrò che i medici si erano sbagliati e che il cancro era estremamente limitato e ben lontano dall’essere letale. Allora perché il paziente era morto, dato che non era stato trovato nessun altro motivo organico? Nello stesso articolo viene descritto anche un caso avvenuto all’ospedale di Jackson, Mississipi, in cui un uomo sofferente di depressione che stava partecipando ad un trial clinico (ricerca) per valutare l’efficacia di un nuovo farmaco antidepressivo, dopo essere migliorato durante il trattamento, aveva litigato con la fidanzata e in un atto di disperazione aveva ingoiato tutte le pillole che rimanevano per completare il test. Sentendosi molto male, era stato ricoverato in ospedale, dove le sue condizioni erano state considerate critiche a causa di una grave ipotensione. Era stato allora contattato il medico responsabile del trial clinico per capire che cosa il farmaco contenesse di così dannoso. Si era scoperto che appartenendo al gruppo di controllo, il paziente aveva ingoiato solo delle pillole placebo (zucchero), che non avevano alcun ingrediente attivo. Venuto a conoscenza della cosa l’uomo si era sentito subito meglio. Perché, allora, era stato male pur avendo ingoiato solo pillole placebo? Vi sono situazioni aneddotiche in cui individui che sembravano destinati ad una morte certa “decidono” di sopravvivere e ce la fanno. Un noto oncologo raccontava di una donna, ammalata di leucemia allo stadio finale, che un giorno aveva letto che le carote fanno bene alla salute. Da quel momento la sua dieta si era basata in gran parte su carote e la sua pelle aveva acquisito una peculiare tonalità arancione. La cosa più importante è che ,dopo qualche tempo, la forma leucemica di cui era affetta era regredita fino a scomparire. La scienza non si può basare su elementi aneddotici. Occorre dimostrare in maniera empirica e seguendo un metodo scientifico che esiste un legame tra convinzioni e condizioni di salute. Questo si ottiene inducendo in soggetti sperimentali convinzioni non vere e osservando gli eventuali cambiamenti nelle loro condizioni di salute. Vi sono due tipi di effetto: nel caso in cui le convinzioni portino ad un miglioramento, si parla di effetto placebo (dal latino placere, piacere); nel caso in cui le convinzioni portino ad un peggioramento, si parla di nocebo (dal latino nocere, far male). Mentre molta ricerca è stata svolta sull’effetto placebo, la ricerca  sull’effetto nocebo è molto più limitata (Lorber, Mazzoni e Kirsch, 2007; Mazzoni,Foan,hyland e kirsch, in stampa). La teoria di Albert Bandura afferma che si può apprendere per imitazione da modelli: come si apprendono comportamenti positivi, così si può apprendere a star male. Il fenomeno della malattia psicogena di massa può essere simulato in laboratorio, solo i sintomi suggeriti aumentano ed è legato all’effetto delle aspettative, relative alla propria risposta (la reazione che si suppone di avere  alla sostanza assunta).

CONVINZIONI SBAGLIATE

Psicobufale : dall’anoressia alla zoofobia, come difendersi dalle balle raccontate dai media e continuare a credere nella psicologia 

 Posted on 23 Febbraio 2009 by Patrizio Romano Dell'Anna 

 Silvia Bianconcini , Psicobufale : dall’anoressia alla zoofobia, come difendersi dalle balle raccontate dai media e continuare a credere nella psicologia, Milano : Rizzoli, 2008.

L’autrice è una psicologa e psicoterapeuta e in questo libro ha raccolto una serie di “psicobufale”, ovvero bufale sulla psicologia.
E’ indubbio che comunichiamo anche con i gesti che compiamo, magari senza rendercene conto, ma l’idea che a un gesto corrisponda un preciso significato e che, quindi, si possano “capire le vere intenzioni di chi si ha davanti guardando i suoi gesti e le movenze”, come sostengono numerosi articoli e libri sul “linguaggio dei gesti”, è, appunto, una psicobufala. Chi porta la mano alla bocca mentre parla sta mentendo? E se invece, suggerisce l’autrice ironicamente, avesse “scoperto di avere una fogliolina di rucola incastrata tra i denti”?
“Non ci si avventura in letture della personalità magari affascinanti ma fondate su pochi sintomi: è scorretto e pericoloso” scrive Bianconcini che invita a diffidare “di chi spara interpretazioni a raffica, magari senza conoscere la persona di cui parla: uno psicologo serio sa di non essere uno stregone”. Lo stesso discorso si può fare per chi pretende che si possa fare una sorta di vocabolario per tradurre il “linguaggio” dei sogni o per chi vorrebbe leggere la personalità nei disegni.
Alcuni psicologi usano dei test, ma se si crede che il test, da solo, possa rivelare la personalità di chi vi è sottoposto, si sbaglia. “Neppure il test più serio e valido serve a qualcosa se è usato da solo”, avvisa saggiamente l’autrice.

 

CONTATTI

L'interessato letta l'informativa sotto riportata accetta espressamente la registrazione ed il trattamento dei propri dati che avverrà premendo il tasto 'Invia'.
Leggi l'informativa ai sensi dell'art. 13 del Regolamento (Ue) 2016/679

Il tuo carrello

Spedizione:
Totale:

Concludi l'acquisto

1

Indirizzo

Nome
Cognome
Indirizzo
Città
Provincia
CAP
Email
Cellulare
Telefono

2

Spese di spedizione

Seleziona la spedizione
 

3

Metodo di pagamento

Seleziona un metodo di pagamento
 

Importo totale:

Ordina