{T.C.C., Psicoterapia Dinamica Breve, Training Autogeno,T.A.S., Biofeedback}.

Mostra contenuti secondari Nascondi contenuti secondari

Percorso Professionale del Dott. Renato Montemurro

Percorso Professionale del Dott. Renato Montemurro

Per chi accompagna in studio la persona per la prima volta o per chi accompagna chi soffre di attacchi di panico o per altro motivo, lo studio per la discrezione della persona ha due stanze per l'attesa, nella eventualità che la seduta si prolungasse o che il paziente successivo dovessse arrivare in anticipo rispetto al suo appuntamento.

 Dott. Renato Montemurro Psicologo Psicoterapeuta

Esperienza Trentennale nell''ambito della Psicologia Clinica.

Iscritto All’albo degli Psicologi della regione Basilicata al N° 92


AMBITI DI COMPETENZA

Disturbo: di Relazione, di Coppia, dell’ Umore, Ansia, Depressione, del Comportamento, Psicosomatico, Attacchi di Panico, Fobie, Comportamento Ossessivo Compulsivo, della Sfera Sessuale, del Comportamento Alimentare.

Preparazione alla Maternità e al Parto

Dipendenze da: Sostanze Stupefacenti (Droghe), da Psicofarmaci, dal Gioco (Video Poker, Gratta e Vinci ecc.), Internet, Dipendenza Affettiva.

Rilassamento

Supervisione: a Psicologi/he e Psicoterapeuti/e.

MODALITA’ D’INTERVENTO

  • Psicoterapia individuale, di Coppia, della Famiglia.
  • Psicoterapia di gruppo.
  • Gruppi di Sostegno, Gruppi Tematici
  • Gruppi Balint.
  • Training Autogeno Somatico (Cognitivo Comportamentale)
  • Training Autogeno Superiore o Analitico (Psicodinamico)
  • Visualizzazioni guidate (Psicodinamico)
  • Immaginario psichico (Psicodinamico)
  • Ipnosi (Cognitivo Comportamentale)
  • Doppio Binario di W. Kretschmer (Cognitivo Comportamentale e Psicodinamico)
  • Rilassamento Frazionato (Cognitivo Comportamentale)
  • Il rilassamento progressivo secondo la metodologia  di Edmund Jacobson (Cognitivo Comportamentale)
  • Esercizio di Respirazione lenta secondo la metodologia di Edmund Jacobson (Cognitivo Comportamentale)
  • Biofeedback (Cognitivo Comportamentale).

FORMAZIONE

Laureato in Psicologia, Indirizzo Applicativo, nel 1986, presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Padova, con la tesi dal titolo “Aspetti psicologici dell’Ipertensione Essenziale”.

Iscritto all’Albo degli Psicologi della Regione Basilicata al n. d’ord. 92 dal 1993

Autorizzato all’esercizio della PSICOTERAPIA dal 1994

SPECIALIZZATO in Psicoterapia Autogena e Psicoterapie Brevi, Corso Quadriennale, presso la Scuola di Specializzazione C.I.S.S.P.A.T. di PD con la tesi dal titolo “Caso di attacco di panico senza agorafobia, trattato con T.A.”

Ha frequentato il Master di II livello “Psicopatologia e Neuropsicologia Forense” presso la Facoltà di Psicologia di Padova con la tesi dal titolo “Aspetti psicologici e giuridici nella separazione giudiziale: Effetti sulla prole, Parental Alienation Syndrome, P.A.S.”

Ha frequentato il Seminario presso il C.I.S.F.E.R di Padova, sul “Rilassamento Terapeutico nel Bambino”, condotto dalla dott.ssa Marika BOUNES (Ospedale Pediatrico Armand Trousseau di Parigi).

Ha frequentato il corso d’aggiornamento sul tema: “La Schizofrenia” presso l’Ospedale Civile di Padova.

Ha svolto attività di volontariato come responsabile dell’area Socio-Psico-Pedagogico presso due consultori privati (ONLUS) dal 1990 al 2003.

 

PROFESSIONE

Ha lavorato, a tempo determinato, presso il SSN con la qualifica di Psicologo "I Livello Dirigenziale" per il Servizio di Medicina Scolastica.

Ha conseguito l’idoneità al Concorso Pubblico per Titoli ed Esami per Psicologo Collaboratore 22-07-1991

Esercita la Libera professione di PSICOLOGO 1986 e di PSICOLOGO-PSICOTERAPEUTA dal 1994.

Ha la partita IVA dal 1986, ha avviato due studi privati di Psicologia nel 1986 a Matera, nel 1990 a Barletta

 

SI OCCUPA DI:

Psicologia Clinica.

Psicologia Applicata.

Psicologia Scolastica.

Psicologia giuridica della coppia e della famiglia. Separazioni giudiziale.

Mediazione Familiare. Consulenze di parte (CTP).

Neuropsicologia.

Neuropsicologia Forense.

Psicodiagnostica computerizzata

Epigenetica.

Psicoterapia individuale, di coppia, della famiglia, dell’adolescenza e dell’infanzia.

Psicoterapia di Gruppo; Gruppi Balint.

 

ALTRE ESPERIENZE LAVORATIVE

- Ha Tenuto lezioni di Psicologia in Corsi d’Aggiornamento professionale per Insegnanti di Scuola Materna Comunale e per Assistenti e Vigilatrici d’Infanzia operanti negli Asili Nido.

- RELATORE al Convegno: “Sessualità e fecondità oggi: dalle radici dell’uomo della donna e dell’amore. Nuovi ruoli sessuali nella vita d’oggi”.

- DOCENTE - RELATORE - INTERLOCUTORE al Corso d’Aggiornamento sul tema “Dinamiche relazionali nei consigli di classe, nelle attività individualizzate e nelle attività di gruppo” presso la Scuola Media Statale “Giovanni XXIII”.

- Dal 02/05/1991 al 10/01/2003, presso l’ENTE E.C.C.I.A.S.S. di Trinitapoli (FG) ha svolto l’attività di Psicologo, quale membro del CONSULTORIO FAMILIARE, espressione dell’Ente su menzionato, e con la carica di Responsabile dell’area Socio-Psico-Pedagogica.

Le funzioni svolte riguardano:

  1. Consulenze psicologiche per problematiche sulla formazione e educazione dei figli, sostegno psicologico in situazioni di disadattamento individuale e familiare.
  2. Consulenze psicologiche nei casi di contrazione anticipata di matrimonio.
  3. Consulenze psicologiche nei casi di richiesta d’Idoneità all’Adozione Nazionale ed Internazionale.
  4. Costituzione e conduzione di gruppi Balint per problematiche comuni.
  5. Corsi di preparazione alla Maternità e al Parto.
  6. Intervento in favore dei Minori soggetti a rischio di disagio (Legge 216/91) realizzato attraverso il “Progetto Arcobaleno” dell’Associazione Volontariato Vincenziano di Trinitapoli.
  7. Assistenza psicologica nelle scuole, realizzata su richiesta ed in collaborazione delle stesse.

A tale proposito sono stati realizzati i seguenti interventi:

  • A.S. 1991/92, presso la scuola Media Statale “G. Garibaldi” di Trinitapoli, con la finalità di “migliorare socializzazione e cooperazione tra gli alunni”.
  • A.S. 1992/93, presso il Liceo Classico e Pedagogico di Trinitapoli, attraverso la formazione del C.I.C. (Centro Informazione e Consulenza), secondo la circolare ministeriale Pubblica Istruzione n. 362 del 22/12/1992.

 Presso l’I.P.S.I.A. “ARCHIMEDE” di Barletta, con l’incarico di relatore, ha tenuto la docenza per il “Corso di alta Qualificazione” su “Particolari strategie tecniche pedagogiche e didattiche mirate all’integrazione tramite la costruzione di percorsi scuola-lavoro” rivolto agli Insegnanti impegnati nelle attività di sostegno e d’integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap.

Presso la Scuola. E. S. “San Domenico Savio” di Barletta con l’incarico di psicologo esperto della riabilitazione dei disturbi del linguaggio, ha partecipato alla realizzazione dei progetti:

  1. “Logopedia ed handicap”
  2. “Sportello Genitori”

svolgendo i seguenti compiti:

  • Riabilitazione dei disturbi del linguaggio.
  • Consulenza a docenti e genitori.

 

PSICOLOGIA GIURIDICA

E’ stato Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) per conto del Tribunale per i Minori di Potenza

E’ Consulente Tecnico di Parte (CTP)

 Aderisce al Protocollo d’Intesa con:

1) Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

2) Guardia di Finanza.

3) Il Ministero dell'Interno e Dipartimento di Pubblica Sicurezza.

4) AssoMedico.

5) Corpo Forestale dello Stato

6) Ordine Consulenti del Lavoro

7) Dipendenti del Gruppo ENEL (FISDE)

I farmaci non funzionano: il segreto consiste nell’equilibrare emozione e ragione.

Si cela nel cervello la ricetta per tenere a bada l’ansia.

I farmaci non funzionano: il segreto consiste nell’equilibrare emozione e ragione.
La STAMPA TUTTOSCIENZE.

http://www.lastampa.it/2016/06/02/scienza/tuttoscienze/si-cela-nel-cervello-la-ricetta-per-tenere-a-bada-lansia-AHQJydPoNjdcaUeCPLuRkI/pagina.html  

PSICOFARMACI AI BAMBINI

http://www.dionidream.com/denuncia-shock-approvava-psicofarmaci-pagato-dalle-case-farmaceutiche/

DENUNCIATO UNO DEI MASSIMI SPONSOR SCIENTIFICI DELLA SOMMINISTRAZIONE DI PSICOFARMACI AI BAMBINI: ERA A LIBRO PAGA DELLE MULTINAZIONALI DEL FARMACO.

http://www.dionidream.com/denuncia-shock-approvava-psicofarmaci-pagato-dalle-case-farmaceutiche/

Psicologia e Psicoterapia

Psicologia e Psicoterapia

 

CHI E’ IL DOTTORE IN TECNICHE PSICOLOGICHE

Il dottore in tecniche psicologiche, a differenza dello Psicologo con laurea quinquennale, ha conseguito una laurea di tre anni, ha effettuato un successivo tirocinio di almeno 6 mesi e ha superato l'Esame di Stato che consente l'iscrizione all’Ordine (Albo sezione B).

Il dottore in Tecniche Psicologiche può operare sotto la supervisione di uno Psicologo iscritto alla sezione A.

.

 

 

MEDIAZIONE FAMIGLIARE

Definizione e obiettivi della mediazione familiare

Con il termine mediazione facciamo riferimento in modo generico ad un processo in cui un terzo neutrale, competente e indipendente, facilita il raggiungimento degli accordi tra due parti contrapposte.

Per gli ex coniugi e i loro figli,  il divorzio rappresenta un passaggio complesso e difficile.

La mediazione familiare supporta questo passaggio-transizione delle relazioni familiari, che devono essere riorganizzate in seguito alla separazione e al divorzio, arrivando ad un segno concreto di tale passaggio, rappresentato da due fattori:

1) l’accordo sulla divisione dei beni e l’affidamento dei figli;

2) l’apprendimento di uno stile relazionale che, fondato sul riconoscimento e il rispetto reciproco delle parti, tutela il diritto alla cogenitorialità.

Quando si decide di intraprendere un percorso di mediazione familiare?

Quando il livello di conflittualità è tale che richiede l’intervento di un terzo neutrale, dotato di specifiche competenze, in grado di portare l’interazione dal piano della competizione a quello della cooperazione, al fine di aiutare le parti a negoziare una soluzione che sia soddisfacente per loro e per tutti i soggetti coinvolti nell’evento separazione-divorzio.

Quanto dura un percorso di mediazione familiare?

La mediazione è un percorso per fasi che si attua in 10-12 incontri, alla fine del quale gli ex coniugi arrivano ad un accordo che potrà essere utilizzato dalle parti in sede legale e sarà compito degli avvocati tradurlo in termini giuridici.

Prima di iniziare la mediazione vera e propria, vengono effettuati 2-3 colloqui (anche individuali se necessario, se il livello di conflittualità è molto alto), allo scopo di esplorare la disponibilità della coppia ad entrare in mediazione (valutazione) e di chiarirne le regole e il contesto.

Quanto dura un incontro di mediazione familiare?

L’incontro ha una durata di circa un’ora e mezza per consentire ai due genitori di esporre le questioni con equità di tempo a disposizione.

I figli partecipano alla mediazione familiare?

Sono i genitori che si assumono la piena responsabilità di decidere per i loro figli, anche se non si può escluderne la presenza in specifiche situazioni, previo consenso di entrambi i genitori.

SOSTEGNO AI “FIGLI DEL DIVORZIO”

“Quando torna papà?”… “E’ colpa mia se avete litigato?”… “Dove dormo?”… “Chi viene a prendermi a scuola?”… “ Chi mi accompagna al calcio?”.

Queste sono solo alcune delle domande che i bambini rivolgono ai genitori che stanno attraversando il difficile momento della separazione.  Sono domande a cui è molto difficile saper rispondere  e il genitore spesso si chiede quale sia il modo migliore per poterlo fare.

A volte, i figli coinvolti nella separazione di genitori sono confusi, turbati, non riescono a darsi una spiegazione di quel che succede, le loro figure di riferimento stanno per separarsi e spesso si sentono responsabili.

Il loro è un dolore muto, perché non riescono a verbalizzare quello che sentono e soprattutto non vogliono peggiorare la situazione perché si sentono colpevoli del conflitto tra i grandi e manifestano il loro disagio con problemi di salute o di rendimento scolastico.

I sintomi più frequenti di disagio dei figli che stanno vivendo la separazione dei genitori possono essere:

  • Enuresi notturna
  • Balbuzie e tic vari
  • Umore irritabile
  • Atteggiamenti aggressivi a scuola e in famiglia
  • Scarso rendimento scolastico
  • Incubi notturni

Proprio a partire da queste considerazioni si rende estremamente utile un aiuto psicologico ai genitori su come affrontare il difficile compito di star vicino al proprio figlio in un momento così delicato e di saper leggere i segnali di disagio che esprime, per poterli contenere e saperli utilizzare come risorse per il ripristino di un nuovo equilibrio.

Modulo Contatti

L'interessato letta l'informativa sotto riportata accetta espressamente la registrazione ed il trattamento dei propri dati che avverrà premendo il tasto 'Invia'.
Leggi l'informativa ai sensi dell'art. 13 del Regolamento (Ue) 2016/679

Sintomo in Medicina e Psicologia

Sintomo in medicina e sintomo in psicologia

Il sintomo viene definito nel vocabolario della lingua italiana come un segnale,  un indizio rivelatore di un fenomeno.

Quando questo sintomo (segnale) è avvertito da un soggetto in quanto portatore di un disequilibrio che produce un malessere, lo stesso si rivolge al medico, il quale attraverso il suo sapere e con l'aiuto della diagnostica (analisi, lastre etc.) risale alla causa per formulare una diagnosi e prescrivere la relativa cura.

Sintomo in medicina

Potremmo a questo punto affermare che un sintomo richiede una Clinica dello sguardo, dell'osservazione, dell'occhio professionale che rilevi nel sintomo ­ segnale ­ la disfunzione per eliminarla e ripristinare l'equilibrio e dunque il benessere del soggettoDiagnosi discorsiva o Sintomatica 

Sintomo in psicologia

Può capitare che un sintomo "segnale" trovi nel "Corpo" (i sintomi psicosomatici, gli attacchi di panico, per esempio) o ancora  Cognitivi, nella "Mente" (ansia, depressione, pensieri ossessivi, ecc.) il luogo privilegiato per esprimersi: in questi casi un soggetto si trova a far fronte a qualcosa di indefinito, inspiegabile con cui è difficile convivere per lo stato di malessere che tale segnale produce.

Il Soggetto a questo punto si trova a dover confrontarsi con qualcosa di incomprensibile, potremo dire con un enigma, con un mal-essere di cui si lamenta ma che non ne comprende le motivazioni, l'origine, il perché.

Certe volte l'apparizione di questa tipologia di sintomi che potremmo definire analitici si presenta paradossalmente in momenti della vita in cui il soggetto sente che le "sue cose" vanno per il verso giusto, che nella realtà che lo riguarda non c'è niente che possa apparentemente fare da causa al disagio e alla sofferenza in cui sente di essere "precipitato".

Potremo a questo punto affermare che un sintomo analitico richiede di essere decifrato.

Freud definisce il sintomo analitico una metafora, vale a dire qualcosa che sta al posto di qualche altra cosa, un segnale che come una matassa richiede di essere dipanato, un segnale al cui interno si cela un significato, un senso che rimanda alla storia e alle vicende più intime del soggetto.

Dunque il sintomo analitico non può essere trattato come il sintomo medico.

In questo caso la clinica dello sguardo da parte dell'esperto non consente al soggetto di dispiegare gli intrecci, i risvolti che tale segnale richiede. La sua sofferenza che sfocia molto spesso nell'angoscia necessita di una interpretazione, necessita l'implicazione del soggetto stesso che attraverso un percorso di parola arrivi a trovare le risposte a lui consone al sintomo "segnale".

I meandri della sua esistenza, le scelte, i desideri non espressi, le rimozioni rispetto a momenti, a sensazioni, a pensieri, questo materiale è spesso implicato nel sintomo analitico.

Con Freud dunque si è passati dalla clinica dello sguardo alla clinica dell'Ascolto.

Il medico implicato non può più prospettare una guarigione indotta dall'esterno da cui il soggetto passivamente aspetta il risultato, ma dovrà farsi "guida" del Soggetto che attivamente si coinvolge nel decifrare e nella scoperta del senso che il sintomo "segnale" porta con sé. Diagnosi Esplicativa.

ALCUNE DOMANDE RIGUARDO LA SEDUTA

Quando riceve?
Tutti i giorni su appuntamento dal lunedi al venerdi dalle ore 7 alle ore 12,30; dalle ore 14,30 alle ore 19,45, eventuali esigenze particolari di orario verranno valutate insieme.

Quanto dura una seduta?
Ogni seduta di consulenza o di psicoterapia dura esattamente 45 minuti compresi i saluti e le pratiche burocratiche (pagamento, appuntamento successivo, ecc.).
Durante il primo incontro, se si deciderà di proseguire questo lavoro, dedicherò anche il tempo per organizzare e concordare insieme la gestione della/e sedute successive. Prima di iniziare la consulenza l'utente firma un documento che riguarda la privacy e fornisce i suoi dati anagrafici e fiscali per emettere fattura. Sullo stesso documento viene comunicato il costo  della seduta, le competenze, le specializzazioni. Si salda a fine seduta. 

Quanto dura un percorso terapeutico efficace?
Molto difficile dirlo, dipende non solo dalla gravità della situazione, intesa come origine (quando è nato il problema), e durata (quanto tempo è trascorso), ma dal tipo di obiettivi che ci si prefigge. Un percorso che miri solo alla rimozione del sintomo è ben diverso da uno che abbia come obiettivo la crescita personale ed il consolidamento della propria personalità. Mentre una consulenza, nella quale ci si rivolge allo psicologo in qualità di esperto ponendo una precisa domanda tecnica (ex: D: Mio figlio frequenta degli amici che non mi piacciono..), ma senza l’intenzione di svolgere un lavoro su di sé, può essere svolta in poche sedute, o anche in una sola, in una psicoterapia la durata varia da pochi mesi ad alcuni anni.

Quanto costa?
Il "primo colloquio è una prestazione professionale clinica e specialistica, rientra nell'ambito della consulenza iniziale necessaria, fondamentale per la diagnosi e la prognosi".

Pertanto ritengo che si debba pagare, perchè io esprimo un impegno ed una professionalità verso il problema che la persona mi esprime e non vedo il motivo per cui il mio lavoro non debba essere riconosciuto. Ritengo utile  considerare il primo colloquio uno spazio in cui sia possibile conoscerci e valutare insieme sia se intraprendere un percorso sia se sentiamo che è per noi possibile lavorare insieme. Preferisco parlare di persona dell'aspetto economico. Il costo è un importante fattore che determina il setting terapeutico (vi rimando ad un altro articolo presente in questo sito), ma il mercato pugliese e lucano, ambiente in cui opero, è talmente vario che una semplice indicazione di massima, come il tariffario proposto dall'Ordine Nazionale degli Psicologi, non è sufficente. Per tale motivo ho ritenuto di adeguare le mie tariffe a seconda delle possibilità economiche degli utenti, questo secondo il principio che tutti devono avere la sensazione di investire nel proprio percorso di crescita e dare valore alla propria fatica.   Per questi motivi ho deciso che solo per chi è in difficoltà economica, per un numero limitato, applico un tariffario a costi contenuti, un tipo di psicoterapia solidale che contempli un privato sociale. Per tutti gli altri,  io ho scelto una diversa strada, una tariffa equa che sia sostenibile da tutti, infatti il costo della seduta individuale varia da 50 a 70 €, il costo della seduta per la psicoterapia di coppia  varia da 70 a 80 €. 
Il pagamento avviene a fine seduta.

Ogni quanto ci dobbiamo vedere?
La frequenza dipende dalla natura della problematica e dall'esigenza determinata dal disagio del paziente, all’inizio del percorso è di 1, 2 o 3  volte a settimana. Questo intervallo permette di avere il tempo per riflettere su quanto accaduto nella seduta precedente e nello stesso tempo di avere una continuità di lavoro che difficilmente si ha in altre soluzioni. Altre situazioni possono essere prese in considerazione. Proporre un inizio di percorso con una frequenza di 1 volta al mese può risultare solo una perdita di tempo e di soldi, spesso dietro queste richieste si nasconde la paura di avere un reale cambiamento della propria vita. Quando si è verso la fine della psicoterapia, durante la fase di consolidamento è possibile diradare gli incontri ad 1 volta ogni 15 giorni, e poi, se necessario 1 volta al mese.

 

Non si accettano, durante la Psicoterapia, proposte di appuntamenti che vanno oltre la settimana. Tranne che non siano concordati sin dall’inizio della psicoterapia e per motivi eccezionali, come impegni presi precedentemente o eventi imprevisti particolari. Gli appuntamenti successivi che vanno oltre la settimana, (9-15 giorni, o peggio dopo un mese, ecc. Freud parlava della crosta del lunedì, poichè passsavano 2-3-giorni senza il lavoro psicologico) sono delle consulenze, che non vanno bene se la persona necessita di psicoterapia, altrimenti  lo psicoterapeuta fisserebbe delle consulenze. Pertanto quando il paziente in psicoterapia o all’inizio, decide di voler fissare un appuntamento dopo 10-15-giorni, tale decisione non è possibile ed è da considerare, interruzione. La psicoterapia ha bisogno di regole, di tempi di lavoro ristretti e costanti se si vogliono raggiungere gli obbiettivi che il paziente si auspica. E' lo Psicoterapeuta che conosce quello che è più giusto per quel paziente per poter stare bene e le richieste che tenderebbero a mantenere il disturbo. Se il paziente vuole continuare a decidere il modo per risolvere il suo problema, farebbe bene a non intraprendere questo impegno, non è obbligato. Comunque anche questa richiesta andrebbe valutata nell’ambito delle sedute.


Se arrivo in ritardo cosa succede?
Se l’appuntamento è dalle 16 alle 16,45, durante questo arco di tempo io la aspetterò nello studio. Quello è il suo spazio, in termini di luogo e tempo. I suoi 45 minuti non cominciano dal momento in cui entra in studio, ma dall’ora esatta dell’appuntamento concordato. Il ritardo è spesso un messaggio che ha bisogno di essere decifrato, parlarne in seduta di psicoterapia è fondamentale.

E se arrivo in anticipo?
Aspetterà fino all’orario prestabilito, anche il presentarsi durante lo spazio che dedico a qualcun altro è un messaggio che ha bisogno di essere meglio analizzato.

Se quel giorno non posso più venire posso disdire l’appuntamento?
Se mi avviserà almeno due giorni prima cercheremo insieme di trovare un altro spazio all’interno della stessa settimana, altrimenti dovrà comunque pagare il costo della seduta. Come per i ritardi, le assenze sono dei segnali importanti che fanno parte della terapia così come le presenze, saranno quindi argomento di indagine nell’arco delle sedute successive. a
Se disdico l'appuntamento.

Se si prende un primo appuntamento e non si è nelle condizioni di essere presenti  in studio richiedo, come manifestazione di rispetto, di avvisarmi tempestivamente, in modo che io possa riorganizzarmi con gli appuntamenti della giornata, per dare l'opportunità ad altri in lista d'attesa, di subentrare.

L' avviso di disdetta, ricevuto poco prima dell'appuntamento stabilito, rappresenta per me un grande disagio e potrei non essere più disponibile a ricevere la persona in seguito.


Quando devo pagare?
Il pagamento dovrà avvenire alla fine di ogni seduta e poichè è una somma esigua, può essere effettuato in contanti.

 

Per due anni la sua tariffa rimarrà stabile anche nel caso in cui i costi siano aumentati per i nuovi clienti. In seguito è possibile che io le richieda l’adeguamento alla tariffa in vigore.

Se interrompo potrò tornare in futuro?
Può interrompere quando lo desidera, è altamente consigliabile però fare una seduta di chiusura per fare il punto su quanto accaduto in psicoterapia e valutare cosa ci si può portare fuori da questa esperienza. Una volta interrotto il percorso, deve considerare che se deciderà di tornare è possibile che quel' orario sia stato occupato e dovrà accettare il giorno e l'ora disponibile. 

  

Eventuale richiesta di cerificato o di relazione, anche per chi è in psicoterapia, ha un costo a parte: il  certificato ha un costo di 30 €; la relazione ha un costo che varia da 80 a 400 €. 

-------------------------------------------

Come si sceglie il professionista e perchè a volte le tariffe sono diverse?

La Scelta, La Competenza, La Tariffa Del Professionista Va Valutata In  Base a:
1) Il percorso formativo (effettuato presso università e scuole riconosciute: Laurea, Specializzazioni, Master Universitari).
2) Gli anni di esperienza lavorativa come Psicologo e come Psicoterapeuta.
3) Esperienze lavorative acquisite in diversi ambiti della Psicologia e della Psicoterapia (lavoro in Studio, in Consultorio, nell'ambito della Psicologia Giuridica e Forense, come Docente e come Relatore per conto di Istituzioni come per es. Comune e Scuole ecc.).  

Poter usufruire di Psicoterapia Specialistica presso una qualificata struttura privata, con tutti i vantaggi correlati (esclusività, riservatezza, attendibilità e competenza nel lavoro e affidabilità per gli appuntamenti, possibilità di non incontrare altri utenti, il nostro studio ha due sale d'aspetto per rispettare il più possibile la privacy, ecc.) tutto questo differenzia  i costi della seduta.

Il tuo carrello

Spedizione:
Totale:

Concludi l'acquisto

1

Indirizzo

Nome
Cognome
Indirizzo
Città
Provincia
CAP
Email
Cellulare
Telefono

2

Spese di spedizione

Seleziona la spedizione
 

3

Metodo di pagamento

Seleziona un metodo di pagamento
 

Importo totale:

Ordina